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RECENSIONE DI " A- L'ALFABETISTA", DI TORSTEN PETTERSSON
lunedì 4 ottobre 2010
Si passa dalla prospettiva dell'assassino a quella del detective incaricato delle indagini che si immedesima nell'assassino stesso per arrivare ad episodi raccontati in forma di diario.
Il tutto accompagnato da una serie di vicende collaterali e collegate alla trama principale.
Il finale poi è davvero uno shock e l'ultima pagina lascia aperto uno spiraglio per un eventuale seguito."
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IL SORRISO DI ANGELICA, di Andrea Camilleri
venerdì 1 ottobre 2010
Una banda di ladri ripulisce gli appartamenti di alcuni facoltosi professionisti di Vigàta. Le modalità dei furti si ripetono sempre uguali, quasi una sfida per il commissario Montalbano, anche perché il capo dell’organizzazione pare intenzionato a continuare ancora a lungo, senza timore di essere preso. A subire un furto in casa è anche Angelica Cosulich, «trintina» di bell’aspetto, da pochi mesi trasferita nella locale sede della Banca siculo-americana. A Montalbano Angelica ricorda in modo impressionante l’eroina dell’Orlando Furioso così come se l’era immaginata quando era sui banchi di scuola e si strugge d’amore per lei; ed è proprio il poema dell’Ariosto a scandire i punti salenti dell’intera vicenda che si snoda fantasiosa, emozionante, ironica, ricca di colpi di scena. Quando però uno della banda viene trovato morto e la sfida si fa cruenta la verità si fa più vicina.Pubblicato da Thriller 0 commenti
LA MORTE IN PIU, di Colleen McCullough
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RECENSIONE DI "E' già sera, tutto è finito", di Tersite Rossi
Inizio anni Novanta. Il giornalista Antonio Castellani, dopo aver scoperto in anticipo gli scandali di Tangentopoli e Gladio, indaga sugli intrecci tra mafia e politica. A guidarlo c’è una serie di criptici messaggi firmati dalla misteriosa sigla G.P. Mentre Cosa Nostra insanguina l’Italia con gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino e le bombe del 1993, Antonio sembra avvicinarsi a scoprire sconvolgenti verità. Ma non ha ancora fatto i conti con chi, di nascosto, lo tiene sotto controllo. Negli stessi anni, un piccolo centro del Nordest, Gazzolino, è movimentato dalle azioni di un gruppo di ragazzi che sogna il grande cambiamento e non esita a scontrarsi con gli interessi dei potenti locali e l'indifferenza della gente. Sarà un’incredibile serie di casualità a far incrociare nel gennaio '94 i destini di Antonio e quelli del gruppo, in un rocambolesco epilogo ricco di colpi di scena. Un romanzo dalla trama avvincente e dinamica, costruita su una puntigliosa documentazione storica; un tentativo di fare luce, tramite la narrativa, su alcuni degli episodi più bui della nostra democrazia.
"Libro scritto da due autori che si "celano" dietro lo pseudonimo di Tersite Rossi.
Partendo dal turbolento 1968 per arrivare al drammatico g8 di Genova, si narrano le vicende di vari personaggi: un giornalista scomodo, un mercenario croato, un gruppo di ragazzini trentini che sperano in un'Italia migliore ed infine il misterioso quanto potente G.P.
Durante gli anni bui di Gladio, Tangentopoli, Falcone e Borsellino, le bombe mafiose (ma non solo) del 1993, le esistenze dei personaggi si incroceranno secondo un disegno che solo il destino sa creare.
Libro da leggere per conoscere meglio un pezzo della recente storia italiana, anche alla luce delle ultime scottanti rivelazioni sulla trattativa fra mafia e Stato che sarebbe avvenuta all'inizio degli anni '90."
Massimo Carlotto presenta il romanzo al Salone del Libro di Torino 2010
http://www.youtube.com/watch?v=mAIwg5wrBaQ
Info per l'acquisto:
http://www.ibs.it/code/9788883428449/rossi-tersite/-egrave-gi-agrave-sera-tutto.html
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RECENSIONE DE "TI VOGLIO CREDERE" di Elisabetta Bucciarelli
giovedì 30 settembre 2010
Accusata di omicidio volontario per aver accoltellato una donna colpevole di abuso sui minori in un bosco della Val d’Aosta, l’ispettore Maria Dolores Vergani torna a Milano dopo un mese di carcere a Torino, sottoposta agli arresti domiciliari in casa dei suoi genitori. Si è misteriosamente avvalsa della facoltà di non rispondere. L’ispettore è dilaniato tra dire la verità o mentire per salvare se stessa dalla galera e dalla sospensione della professione. Nelle lunghe e difficili giornate di Maria Dolores, Angelo – un ragazzo che lei aveva curato in veste di psicologa – appare e scompare. Le telefona e si presenta a casa sua mettendo a repentaglio le misure di custodia. Intanto tutto il personale della Questura di Milano – sotto la direzione dell’ispettore Pietro Corsari – sta seguendo il caso delle “Tre croci”. In un giardino in zona San Siro ne sono state trovate tre, alte più di tre metri, piantate come fossero sul Golgota. Con il passare del tempo le croci vengono collegate ad altre analoghe, disperse in altri punti d’Italia e alla scoperta dei cadaveri di tre giovani donne. Nonostante il divieto di agire imposto dalla legge, e grazie alla complicità del suo aiuto Funi, Maria Dolores Vergani contribuirà alla risoluzione del caso con le sue intuizioni e prenderà una decisione inaspettata.
Un personaggio che appare nel libro è il protagonista della storia breve che apre il libro "Seven, 21 storie di peccato e paura".
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RECENSIONE DI "SOLO FANGO" DI Giancarlo Narciso
mercoledì 29 settembre 2010
Chi ha ucciso chi e perché. Questi gli interrogativi che dominano l'ennesima indagine di Butch Moroni, nello scenario apparentemente rassicurante di Arco e Riva del Garda. Incaricato di ritrovare una persona scomparsa, Butch deve ben presto fare i conti con una catena di omicidi in cui niente è come sembra. Attivisti ambientali impegnati a scongiurare disastri ecologici, presunti colpevoli e colpevoli dichiarati, vecchi amici e nuovi arrivi, politici corrotti e protagonisti dal colposo passato. E al centro, una discarica di rifiuti in procinto di spazzare via interi paesi. Un'indagine serrata che svela un Trentino differente, anch'esso risucchiato nella melma della criminalità ambientale e degli interessi politici, che sembra aver dimenticato duecentosessantotto persone morte venticinque anni fa. In uno scenario tragicamente reale, tra sospettati eccellenti e inquirenti poco interessati a scoprire la verità. Perché "la verità è la fuori, di fronte agli occhi di tutti. Basta volerla vedere".
Cristina Aicardi ha detto: Un noir di denuncia ...
"Un noir di impegno civile ed ambientale che, anche ripercorrendo la storia recente del Trentino mira a denunciare lo scempio,la noncuranza la corruzione e gli interessi "mafiosi" che regolano la politica ambientale di questa zona che sembrerebbe invece immune da tutto ciò.
Alla trama gialla che ruota intorno a omicidi apparentemente legati al progetto di una discarica che potrebbe,collassando,distruggere interi centri abitati, si affianca la ricostruzione della tragedia di Stava,quando il cedimento di un bacino di decantazione provocò la morte di oltre 200 persone.La ricostruzione di quella tragedia ,l'analisi delle cause e il resoconto processuale sono rese in modo essenziale ed esaustivo nel racconto e vengono anche riportate in un'appendice più analitica alla fine de llibro.
Le due storie si intrecciano in un giallo ben costruito,dove non mancano le sorprese.
Una lettura che fa riflettere su quanto gli interessi politici ed economici possano mettere in pericolo la vita delle persone."
Info per l'acquisto
http://www.ibs.it/code/9788896238448/narciso-giancarlo/solo-fango.html
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RECENSIONE DI "DIO DI ILLUSIONI", di Donna Tartt
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...
Giuseppe Mosca ha detto: Alla Ricerca del Dio che non c'è...
Scrivere un commento a questo libro comporta lucide riflessioni e un esercizio di memoria non indifferenti.. Tutto questo perchè è un romanzo vivo, che lascia il segno in un senso o nell'altro:il mio è fortemente caratterizzato dal fatto che lo amo come pochi.. Dicevo esercizio di memoria, sì perchè anche a distanza di anni l'impatto emotivo lascia ricordi memorabili ed è lì che bisogna riandare per dare una percezione della miriade di sensazioni e passioni anche morbose che questo thriller di raffinata tensione e di colte ambizioni può scatenare…
Quando l’ho letto nel 2003 anche io avrei voluto vivere in quel campus universitario del Vermont, essere uno di loro(lettura partecipante la definisco io) far parte di quel gruppo di studenti universitari guidati dal loro Professore carismatico di greco (Julian Morrow), vero e proprio Deus ex machina che insinua nei suoi selezionati allievi il culto del dionisismo e del sublime, insieme all' adorazione del bello separato dalla sua base morale. Bravo e prestigioso insegnante,quanto insuperabile cattivo maestro di vita( questo l’aggiungo io) che “inizia” i suoi studenti al culto di Dioniso, il Dio di illusioni, i cui cultori "vedono il mondo come il mondo non è"…
E sì, perché il culto estetico ed estetizzante di Julian finisce male.. per capire Dioniso bisogna darsi a un' orgia dionisiaca. Questo avviene infatti, e nell' estasi, appunto, dionisiaca, accompagnata dalle droghe e dall' alcool che dominano la vita del campus, i ragazzi ammazzano e fanno a pezzi un contadino. Poi sono costretti a uccidere un loro compagno ed amico, escluso dal gruppo più ristretto perché troppo materialista, che stava incominciando a ricattarli anche perché si sentiva escluso da loro.. e alla fine, come atto di purificazione il leader del gruppo, Henry, si suicida, mentre l' ispiratore vero, Julian Morrow, li abbandona al loro destino. E Richard, che racconta la storia in prima persona a un certo punto ben delinea il centro emozionale e morale del libro(secondo me,ovvio) riferendosi ai suoi amici del corso con questa frase: “loro sì sapevano non solo cos' era il male ma l' infinità di trucchi grazie ai quali il male si presenta come bene. Sentivo che giungevano al cuore delle cose, all' intrinseco marciume del mondo". Che stupendo libro..somiglia ai begli occhi verdi della Tartt,la scrittrice americana..così espressivi e profondi, cangianti come l’animo umano dei protagonisti,che così bene ha saputo raccontare e scandagliare.
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Alla scoperta di Donna Tartt - Articolo di Giuseppe Mosca
Giuseppe Mosca Consiglia...
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...
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RECENSIONE DI "CHORUMO", di Jean Claude Izzo
martedì 28 settembre 2010
Fabio Montale, un poliziotto in pensione si trova improvvisamente a dover lavorare ad un caso che risveglia in lui tutti i ricordi di una vita: un giorno sua cugina, della quale lui e' sempre stato innamorato, lo cerca perche' suo figlio e' sparito di casa in seguito ad un litigio. Presto Montale scopre che il ragazzo si e' trovato per caso sulla scena di un delitto, di un intellettuale algerino, che non ha risparmiato neanche lui. Da qui inizia un'inchiesta in cui Montale ritorna alla sua vita di poliziotto, agli incontri con i colleghi conniventi con la mala, al problema dell'integrazione razziale, al fatto che gli integralisti cercano le loro prede tra i giovani convinti di non avere altro futuro, esattamente gli stessi giovani dove affonda le mani la malavita organizzata.
"Chourmo", ci spiega ad un certo punto Montale, significa in provenzale la ciurma, i rematori della galera. Il fun-club di un gruppo musicale di raggamuffin aveva ripreso questo termine per indicare i suoi componenti. Il chourmo raccoglieva fondi per seguire i concerti, per distribuire la musica a basso costo al di fuori del circuito ufficiale, ma soprattutto lo spirito chourmo voleva dire incontrarsi, a prescindere da quale quartiere provieni, quale religione professi, quali sono i tuoi reati, da quale sangue scorre nelle tue vene, l'importante è fare chourmo, sapere che malgrado le differenze siamo tutti nella stessa barca ed è remando insieme che ci si può salvare, un senso di fratellanza che è all'opposto di quella che si chiama guerra fra poveri.
Questo romanzo appartiene a quel genere che è stato definito noir mediterraneo e forse definizione non è mai stata più azzeccata in questo caso, perche' non c'e' pagina in cui Montale non ci riporti ad una riflessione sulla sua citta', affacciata su un mare dal quale tutto proviene, l'unico posto in cui lui trovi attimi di pace, circondato da una vita costellata da malinconia, amici persi per strada, amori finiti e un profondo senso di inadeguatezza al vivere.
Un romanzo che e' un continuo colpo allo stomaco, ma non per trovate sensazionalistiche, piuttosto per realta' che sentiamo vicine, basta fare un giro in macchina nella periferia delle nostre citta' e realizzare che anche noi dovremmo fare piu' chourmo per sentirci tutti meno soli.
Comunque per adesso il migliore per me rimane "casino totale", per questo do 4 stellette su 5!"
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L'intervista incrociata Pierluigi Porazzi autore de " L'ombra del Falco " VS Gianluca Morozzi l'autore del nuovo libro " Cicatrici "
In una grande città del Nord Italia, un uomo insospettabile ha compiuto un efferato delitto davanti a centinaia di testimoni. Nemo Quegg, un grigio e tranquillo tipografo di periferia, ha ucciso una persona con un coltello da cucina, in mezzo a una folla di bambini e genitori che assistevano alla sfilata di un circo. Poi ha gettato il coltello e ha aspettato con calma l’arrivo della polizia. Alla psicologa che dovrà stilare la perizia sulla sanità mentale, Nemo Quegg racconta la sua agghiacciante storia: quella di una ragazza che compariva su un autobus notturno sempre alla stessa ora, di una nave in bottiglia, e di un famoso medico dagli occhi freddissimi.dove si sono conosciuti Gianluca Morozzi e Pierluigi Porazzi ?
Poi, invece, nel 1990-91, si esordisce su Starmagazine. Mensile a fumetti della Star Comics, con una pagina dedicata ai lavori dei lettori curata dal crudele e misterioso Mutante X, un uomo capace di interrompere carriere di disegnatori in erba e aspiranti scrittori con sferzanti, terrificanti stroncature. Solo due autori sfuggivano a questo inumano trattamento: io, e un certo Pierluigi Porazzi da Udine. Che ci alternavamo, con i nostri raccontini, sulle pagine di questa rubrica chiamata Intercom. Il mio primo racconto, In the air tonight, è apparso sul numero 6, seguito dai non indimenticabili Gospel per un assassino (doveva chiamarsi Hellbound, ma mi hanno cambiato il titolo), L'uomo che ha il potere e Danza con il diavolo.
A quel punto il sogno era cambiato: un giorno, il Mutante X avrebbe convocato me e Pierluigi Porazzi da Udine nella redazione della Star Comics, a Perugia. E ci avrebbe detto, ragazzi, intanto dirigete voi Starmagazine da oggi in poi, e dato che scrivete così bene e io ho un amico editore, eccovi due contratti per i vostri prossimi romanzi.
Non è andata esattamente così.
Quattordici anni dopo presentavo il mio quarto romanzo Accecati dalla luce a Udine, doppia presentazione, di pomeriggio alla Feltrinelli, di sera al Pabitele. La prima volta in cui, di Udine, vedevo qualcosa che non fosse lo stadio.
E alla fine della presentazione alla Feltrinelli mi si era avvicinato un ragazzo sorridente con il numero 6 di Starmagazine in mano...
Pierluigi Porazzi da Udine.
Gianluca Morozzi
Una storia sullo stile de Il vangelo del coyote, con Cristopher Nolan!
Pierluigi Porazzi
Dalla lettura di molti tuoi romanzi si capisce che ti sei divertito parecchio a scriverli (secondo me quello che ti ha divertito di più è stato “Colui che gli dei vogliono distruggere”). Qual è stato il romanzo che invece ti è costato più fatica?
Gianluca Morozzi
“Colui che gli dei” avrebbe potuto essere lungo quattromila pagine, per quant’era divertente da scrivere. Il più faticoso è stato Blackout, specialmente nella parte centrale, in cui dovevo amministrare una lenta crescita della tensione in uno spazio chiuso e ristretto... poi ho messo su il terzo album dei Black Heart Procession, il primo pezzo, che ha il ritmo di una barca che beccheggia sul mare placido nella notte, sotto la luna, e con quest’immagine e questo ritmo in testa sono andato avanti spedito fino ai fuochi d’artificio, le teste spaccate, le rivelazioni...
Pierluigi Porazzi
Leggendo “Luglio, agosto, settembre nero” e “Colui che gli dei vogliono distruggere” si evince che non esistono regole precise e fisse, inviolabili, nella scrittura: se uno scrive bene e sa come farlo, può scrivere in qualsiasi modo. Però, visto che sei anche docente di un corso di scrittura creativa, qual è il primo consiglio (oltre a quelli classici di leggere e scrivere molto) che ti sentiresti di dare a uno che aspiri a fare il tuo stesso mestiere?
Di non vergognarsi di copiare lo stile degli altri, all’inizio, mentre si lavora per forgiare il proprio. Di leggere molte cose diverse, cercando di assorbire il più possibile. Di scrivere tutti i giorni, quando possibile, come se fosse un esercizio costante. E di ignorare tutti gli articoli e le interviste di critici o scrittori affermati che contengono la frase “bisogna scrivere romanzi che raccontino l’Italia di oggi” o diktat del genere. Non bisogna scrivere proprio niente.
Pierluigi Porazzi
Siamo entrambi appassionati di fumetti, soprattutto americani. In questo periodo, negli Stati Uniti, parecchi disegnatori europei stanno facendo fortuna. Se un giorno ti chiamassero la Marvel o la Dc Comics per riscrivere la storia di un super-eroe a tua scelta, su quale ti piacerebbe cimentarti?
Gianluca Morozzi
Per la Marvel, secondo me si potrebbero sfruttare le potenzialità inespresse del Cavaliere Nero, un po’ sulla falsariga dell’ultima serie di Iron Fist. O si potrebbe ricavare una bella serie con Kristoff, il vice-Destino. Anche se più di ogni altra cosa vorrei scrivere Hulk per riportarlo al periodo Peter David, dopo tanti scempi recenti.
Per la DC, non potendo far risorgere il grandissimo Hitman, porterei avanti la dinastia degli Starman.
Pierluigi Porazzi
Credo che tu ti sia conquistato il successo e ogni tuo singolo lettore con bravura e fatica, girando l’Italia per presentare i tuoi libri e lavorando sodo. Quando vedi esordienti che, grazie a investimenti milionari di certe case editrici vengono lanciati con campagne pubblicitarie martellanti su quotidiani e settimanali, cosa pensi?
Che non sanno che cosa si perdono! La gavetta è molto formativa.
Pierluigi Porazzi
Tra tutti i successi che hai raggiunto finora, qual è stata la soddisfazione più grande?
Gianluca Morozzi
Che mia madre abbia smesso di chiedermi di riprendere gli studi e laurearmi in giurisprudenza.
Pierluigi Porazzi
In “Blackout” e ne “Il vangelo del coyote” hai creato magistralmente suspense e giocato con la paura. Che cosa spaventa Gianluca Morozzi, nella vita? Quali sono le tue paure?
Gianluca Morozzi
Il Bologna in serie B. Trovarmi sul tetto di un palazzo altissimo senza parapetto. Diventare di colpo talmente deficiente da non riuscire più a scrivere.
Pierluigi Porazzi
Hai creato tanti personaggi che ritornano spesso nei tuoi romanzi (Kabra, l’Orrido, Lajos…). A quale sei più affezionato e quale è più autobiografico?
Gianluca Morozzi
Lajos (ma in generale tutto il suo cast) mi regala un bel po’ di divertimento. Mi piace molto Angie, che non sapete chi è, perché è in un romanzo ancora in gestazione che si chiama Stanotte muoio. Mi piace Dorian D, di FactorY. E Leviatan, naturalmente, il più grande dei supereroi! Il più antipatico penso che sia Gabriele Bonfiglioli de L’abisso, forse perché è l’unico che ha un nome normale.
Pierluigi Porazzi
Forse da bambino sognavi di diventare uno scrittore famoso. La realtà è come te la immaginavi?
Gianluca Morozzi
Anche meglio, per certi versi. Certo, il neverending tour che ho iniziato nel 2001 e che non finirà mai, come dire, non me lo aspettavo. Ma andare a presentare libri dal Trentino alla Sicilia è una delle parti più divertenti di questo lavoro...
Da ragazzo, c’è stato un romanzo che, dopo averlo letto, ti ha fatto dire: “io farò lo scrittore”?
Gianluca Morozzi
Assolutamente sì: “La lunga marcia” di Stephen King, letto in un solo giorno in spiaggia, a Igea Marina, nella collana Urania. Peraltro quel romanzo era uscito a nome Richard Bachman, e siccome avevo letto altre cose di King che mi erano piaciute, quando mi chiedevano “chi è il tuo scrittore preferito” io rispondevo “sono due, Stephen King e Richard Bachman”. Dieci anni dopo ho scoperto che erano la stessa persona.

Autore prolifico dallo stile asciutto e ironico.
Primo di tre fratelli, in seguito al diploma di liceo scientifico ha intrapreso gli studi di Giurisprudenza che, tuttavia, ha abbandonato.
Dopo gli esordi con la piccola casa editrice ravennate Fernandel, ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo Blackout, un thriller "claustrofobico" interamente ambientato all'interno di un ascensore.
Oltre ai romanzi già pubblicati, ha all'attivo numerosi racconti, inseriti in diverse antologie.
Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna FC e la musica. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Ha suonato nel cd "Deviazioni", tributo a Vasco Rossi pubblicato in allegato al Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi il brano "Brava".
Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal titolo L'era del Moroz. Tra la vita e la scrittura di Gianluca Morozzi, pubblicata dalla casa editrice Zikkurat.a
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