Loading...
martedì 12 ottobre 2010



La pagina si è trasferita
questo link

READ MORE -

RECENSIONE DI " A- L'ALFABETISTA", DI TORSTEN PETTERSSON

lunedì 4 ottobre 2010




" A- L'ALFABETISTA" 
DI 
TORSTEN PETTERSSON






TRAMA
Nel tranquillo parco pubblico di Forshalla, in Finlandia, qualcuno ha strangolato una donna, le ha cavato gli occhi e le ha inciso una A sulla pancia. Il detective Lindmark interroga e arresta il fidanzato della vittima, che - messo sotto pressione - confessa l'omicidio. Dopo pochi giorni, però, vengono ritrovati altri due cadaveri. Anche loro sono stati strangolati, sono nudi, senza occhi e con una lettera incisa sulla pancia: la macabra firma di un serial killer. Accanto a una delle vittime è stata ritrovata una croce: l'omicida è un fanatico religioso? Uno dei due uomini era gay: l'assassino potrebbe essere un maniaco sessuale? E ancora: il fatto che due delle vittime avessero scritto la propria biografia è un possibile indizio da seguire? Ambientato nella gelida Scandinavia, questo thriller crudele e spietato offre al lettore una prospettiva inquietante sulla natura umana, una storia che lascia senza fiato.





Massimo Minimo ha detto: Un thriller che vi farà stare con gli occhi spalancati....

"Romanzo alquanto particolare, narrato attraverso punti di vista diversi, ovvero quelli di alcuni dei protagonisti.
Si passa dalla prospettiva dell'assassino a quella del detective incaricato delle indagini che si immedesima nell'assassino stesso per arrivare ad episodi raccontati in forma di diario.
Il tutto accompagnato da una serie di vicende collaterali e collegate alla trama principale.
Il finale poi è davvero uno shock e l'ultima pagina lascia aperto uno spiraglio per un eventuale seguito."


Info per l'acquisto:

READ MORE - RECENSIONE DI " A- L'ALFABETISTA", DI TORSTEN PETTERSSON

IL SORRISO DI ANGELICA, di Andrea Camilleri

venerdì 1 ottobre 2010

IL SORRISO DI ANGELICA
di
Andrea Camilleri



Il sorriso di AngelicaUna banda di ladri ripulisce gli appartamenti di alcuni facoltosi professionisti di Vigàta. Le modalità dei furti si ripetono sempre uguali, quasi una sfida per il commissario Montalbano, anche perché il capo dell’organizzazione pare intenzionato a continuare ancora a lungo, senza timore di essere preso. A subire un furto in casa è anche Angelica Cosulich, «trintina» di bell’aspetto, da pochi mesi trasferita nella locale sede della Banca siculo-americana. A Montalbano Angelica ricorda in modo impressionante l’eroina dell’Orlando Furioso così come se l’era immaginata quando era sui banchi di scuola e si strugge d’amore per lei; ed è proprio il poema dell’Ariosto a scandire i punti salenti dell’intera vicenda che si snoda fantasiosa, emozionante, ironica, ricca di colpi di scena. Quando però uno della banda viene trovato morto e la sfida si fa cruenta la verità si fa più vicina.


Info per l'acquisto:
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788838925283/Il_sorriso_di_Angelica/Andrea_Camilleri.html?aut=201550&cat1=1&page=9

READ MORE - IL SORRISO DI ANGELICA, di Andrea Camilleri

LA MORTE IN PIU, di Colleen McCullough

LA MORTE IN PIU 
di
Colleen McCullough




Chi ha detto che a Holloman, piccola città del Connecticut, non succede mai niente? È il 3 aprile 1967: mentre la Guerra Fredda sembra traghettare il mondo verso un futuro catastrofico, nella sonnacchiosa cittadina americana, in un solo giorno si consumano dodici delitti. Dodici morti, tutte diverse, inflitte con mano spietata, esperta e perfino fantasiosa: dallo studente Evan Pugh, stritolato da una tagliola per orsi, a Desmond Skeps, il boss del colosso degli armamenti Cornucopia, torturato e avvelenato. Tocca al capitano di polizia Delmonico indagare su questa serie di crimini senza precedenti: l'istinto gli dice che gli omicidi portano tutti la stessa firma, quella di un individuo meticolosissimo e capace di agghiacciante crudeltà. E così tra una telefonata alla moglie e un pranzo con i fidati colleghi nel suo ristorantino preferito, Delmonico comincia una spericolata discesa negli inferi della "tranquilla" Holloman. Finché, con il suo irresistibile misto di astuzia e imperturbabilità, arriverà per primo a vedere al di là delle apparenze. Con La morte in più Colleen McCullough ci regala un giallo dal sapore classico e dall'esecuzione impeccabile, mettendo di nuovo in scena uno dei suoi personaggi più riusciti, il poliziotto italoamericano Carmine Delmonico, con tutte le sue manie e un sesto senso che non sbaglia (quasi) mai; e insieme, la grande scrittrice tesse una trama piena di chiaroscuri, degna di una vera maestra del genere.


Info per l'acquisto:





READ MORE - LA MORTE IN PIU, di Colleen McCullough

RECENSIONE DI "E' già sera, tutto è finito", di Tersite Rossi


E' già sera, tutto è finito 
di 
Tersite Rossi



TRAMA
Inizio anni Novanta. Il giornalista Antonio Castellani, dopo aver scoperto in anticipo gli scandali di Tangentopoli e Gladio, indaga sugli intrecci tra mafia e politica. A guidarlo c’è una serie di criptici messaggi firmati dalla misteriosa sigla G.P. Mentre Cosa Nostra insanguina l’Italia con gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino e le bombe del 1993, Antonio sembra avvicinarsi a scoprire sconvolgenti verità. Ma non ha ancora fatto i conti con chi, di nascosto, lo tiene sotto controllo. Negli stessi anni, un piccolo centro del Nordest, Gazzolino, è movimentato dalle azioni di un gruppo di ragazzi che sogna il grande cambiamento e non esita a scontrarsi con gli interessi dei potenti locali e l'indifferenza della gente. Sarà un’incredibile serie di casualità a far incrociare nel gennaio '94 i destini di Antonio e quelli del gruppo, in un rocambolesco epilogo ricco di colpi di scena. Un romanzo dalla trama avvincente e dinamica, costruita su una puntigliosa documentazione storica; un tentativo di fare luce, tramite la narrativa, su alcuni degli episodi più bui della nostra democrazia. 




Massimo Minimo ha detto: Un romanzo che alla tensione narrativa unisce un'accurata ricostruzione dei fatti..

"Libro scritto da due autori che si "celano" dietro lo pseudonimo di Tersite Rossi.
Partendo dal turbolento 1968 per arrivare al drammatico g8 di Genova, si narrano le vicende di vari personaggi: un giornalista scomodo, un mercenario croato, un gruppo di ragazzini trentini che sperano in un'Italia migliore ed infine il misterioso quanto potente G.P.
Durante gli anni bui di Gladio, Tangentopoli, Falcone e Borsellino, le bombe mafiose (ma non solo) del 1993, le esistenze dei personaggi si incroceranno secondo un disegno che solo il destino sa creare.
Libro da leggere per conoscere meglio un pezzo della recente storia italiana, anche alla luce delle ultime scottanti rivelazioni sulla trattativa fra mafia e Stato che sarebbe avvenuta all'inizio degli anni '90."





Massimo Carlotto presenta il romanzo al Salone del Libro di Torino 2010
http://www.youtube.com/watch?v=mAIwg5wrBaQ

READ MORE - RECENSIONE DI "E' già sera, tutto è finito", di Tersite Rossi

RECENSIONE DE "TI VOGLIO CREDERE" di Elisabetta Bucciarelli

giovedì 30 settembre 2010



TI VOGLIO CREDERE 
di 
Elisabetta Bucciarelli



TRAMA
Accusata di omicidio volontario per aver accoltellato una donna colpevole di abuso sui minori in un bosco della Val d’Aosta, l’ispettore Maria Dolores Vergani torna a Milano dopo un mese di carcere a Torino, sottoposta agli arresti domiciliari in casa dei suoi genitori. Si è misteriosamente avvalsa della facoltà di non rispondere. L’ispettore è dilaniato tra dire la verità o mentire per salvare se stessa dalla galera e dalla sospensione della professione. Nelle lunghe e difficili giornate di Maria Dolores, Angelo – un ragazzo che lei aveva curato in veste di psicologa – appare e scompare. Le telefona e si presenta a casa sua mettendo a repentaglio le misure di custodia. Intanto tutto il personale della Questura di Milano – sotto la direzione dell’ispettore Pietro Corsari – sta seguendo il caso delle “Tre croci”. In un giardino in zona San Siro ne sono state trovate tre, alte più di tre metri, piantate come fossero sul Golgota. Con il passare del tempo le croci vengono collegate ad altre analoghe, disperse in altri punti d’Italia e alla scoperta dei cadaveri di tre giovani donne. Nonostante il divieto di agire imposto dalla legge, e grazie alla complicità del suo aiuto Funi, Maria Dolores Vergani contribuirà alla risoluzione del caso con le sue intuizioni e prenderà una decisione inaspettata.

Cristina Aicardi ha detto: Maria Dolores Vergani è alle prese con la ricerca della verità

"Bel libro,ancora una volta Maria Dolores Vergani è alle prese con la ricerca della verità, non solo la verità delle indagini,alle quali partecipa da lontano, ma della sua verità,persa nella memoria."E' una donna che sta nel mezzo, a metà di troppe cose" e cerca faticosamente di rimettere insieme i pezzi della sua memoria e della sua vita.
Un personaggio che appare nel libro è il protagonista della storia breve che apre il libro "Seven, 21 storie di peccato e paura". 
Buona lettura"

Info per l'acquisto


READ MORE - RECENSIONE DE "TI VOGLIO CREDERE" di Elisabetta Bucciarelli

RECENSIONE DI "SOLO FANGO" DI Giancarlo Narciso

mercoledì 29 settembre 2010



"SOLO FANGO"
DI
Giancarlo Narciso



TRAMA:
Chi ha ucciso chi e perché. Questi gli interrogativi che dominano l'ennesima indagine di Butch Moroni, nello scenario apparentemente rassicurante di Arco e Riva del Garda. Incaricato di ritrovare una persona scomparsa, Butch deve ben presto fare i conti con una catena di omicidi in cui niente è come sembra. Attivisti ambientali impegnati a scongiurare disastri ecologici, presunti colpevoli e colpevoli dichiarati, vecchi amici e nuovi arrivi, politici corrotti e protagonisti dal colposo passato. E al centro, una discarica di rifiuti in procinto di spazzare via interi paesi. Un'indagine serrata che svela un Trentino differente, anch'esso risucchiato nella melma della criminalità ambientale e degli interessi politici, che sembra aver dimenticato duecentosessantotto persone morte venticinque anni fa. In uno scenario tragicamente reale, tra sospettati eccellenti e inquirenti poco interessati a scoprire la verità. Perché "la verità è la fuori, di fronte agli occhi di tutti. Basta volerla vedere". 


Cristina Aicardi ha detto: Un noir di denuncia ...

"Un noir di impegno civile ed ambientale che, anche ripercorrendo la storia recente del Trentino mira a denunciare lo scempio,la noncuranza la corruzione e gli interessi "mafiosi" che regolano la politica ambientale di questa zona che sembrerebbe invece immune da tutto ciò.
Alla trama gialla che ruota intorno a omicidi apparentemente legati al progetto di una discarica che potrebbe,collassando,distruggere interi centri abitati, si affianca la ricostruzione della tragedia di Stava,quando il cedimento di un bacino di decantazione provocò la morte di oltre 200 persone.La ricostruzione di quella tragedia ,l'analisi delle cause e il resoconto processuale sono rese in modo essenziale ed esaustivo nel racconto e vengono anche riportate in un'appendice più analitica alla fine de llibro.
Le due storie si intrecciano in un giallo ben costruito,dove non mancano le sorprese.
Una lettura che fa riflettere su quanto gli interessi politici ed economici possano mettere in pericolo la vita delle persone."




Info per l'acquisto
http://www.ibs.it/code/9788896238448/narciso-giancarlo/solo-fango.html


READ MORE - RECENSIONE DI "SOLO FANGO" DI Giancarlo Narciso

RECENSIONE DI "DIO DI ILLUSIONI", di Donna Tartt


DIO DI ILLUSIONI
di
Donna Tartt





Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...







Giuseppe Mosca ha detto: Alla Ricerca del Dio che non c'è...

Scrivere un commento a questo libro comporta lucide riflessioni e un esercizio di memoria non indifferenti.. Tutto questo perchè è un romanzo vivo, che lascia il segno in un senso o nell'altro:il mio è fortemente caratterizzato dal fatto che lo amo come pochi.. Dicevo esercizio di memoria, sì perchè anche a distanza di anni l'impatto emotivo lascia ricordi memorabili ed è lì che bisogna riandare per dare una percezione della miriade di sensazioni e passioni anche morbose che questo thriller di raffinata tensione e di colte ambizioni può scatenare…
Quando l’ho letto nel 2003 anche io avrei voluto vivere in quel campus universitario del Vermont, essere uno di loro(lettura partecipante la definisco io) far parte di quel gruppo di studenti universitari guidati dal loro Professore carismatico di greco (Julian Morrow), vero e proprio Deus ex machina che insinua nei suoi selezionati allievi il culto del dionisismo e del sublime, insieme all' adorazione del bello separato dalla sua base morale. Bravo e prestigioso insegnante,quanto insuperabile cattivo maestro di vita( questo l’aggiungo io) che “inizia” i suoi studenti al culto di Dioniso, il Dio di illusioni, i cui cultori "vedono il mondo come il mondo non è"…
E sì, perché il culto estetico ed estetizzante di Julian finisce male.. per capire Dioniso bisogna darsi a un' orgia dionisiaca. Questo avviene infatti, e nell' estasi, appunto, dionisiaca, accompagnata dalle droghe e dall' alcool che dominano la vita del campus, i ragazzi ammazzano e fanno a pezzi un contadino. Poi sono costretti a uccidere un loro compagno ed amico, escluso dal gruppo più ristretto perché troppo materialista, che stava incominciando a ricattarli anche perché si sentiva escluso da loro.. e alla fine, come atto di purificazione il leader del gruppo, Henry, si suicida, mentre l' ispiratore vero, Julian Morrow, li abbandona al loro destino. E Richard, che racconta la storia in prima persona a un certo punto ben delinea il centro emozionale e morale del libro(secondo me,ovvio) riferendosi ai suoi amici del corso con questa frase: “loro sì sapevano non solo cos' era il male ma l' infinità di trucchi grazie ai quali il male si presenta come bene. Sentivo che giungevano al cuore delle cose, all' intrinseco marciume del mondo". Che stupendo libro..somiglia ai begli occhi verdi della Tartt,la scrittrice americana..così espressivi e profondi, cangianti come l’animo umano dei protagonisti,che così bene ha saputo raccontare e scandagliare.


Info per l'acquisto
READ MORE - RECENSIONE DI "DIO DI ILLUSIONI", di Donna Tartt

Alla scoperta di Donna Tartt - Articolo di Giuseppe Mosca


Alla scoperta di Donna Tartt  



Agli inizi degli anni ’90 sempre più donne si sono avventurate sui sentieri letterari del giallo-poliziesco. Un genere molto amato nei paesi anglosassoni..meno da noi dove per imporsi ha dovuto aspettare l’inizio del 2000. Sulla scia di Sue Grafton, Sara Paretsky, Julie Smithe e Patricia Cornwell s’impose all’attenzione del pubblico Donna Tartt, ma con alcune caratteristiche che la rendevano differente: colta, raffinata con una grande preparazione letteraria alle spalle. Come più volte ebbe ad affermare nelle sue interviste, spesso si ispirava a T.S. Eliot e ad altri grandi della letteratura americana. Per lei si arrivò a coniare il termine “Thriller letterario”, quando nel 1992 a soli 28anni esordì nel mondo editoriale americano con un Thriller di raffinata tensione e colte ambizioni(Dio di Illusioni- Rizzoli “The Secret History” in inglese).. e fu subito un successo mondiale! La scrittrice americana fu scoperta da B.E. Ellis(suo compagno di studi nella stessa universita' in cui e' ambientato The Secret History) e il famoso regista Alan Pakula innamoratosi della trama, decise di farne un film che purtroppo non fu girato per la sua prematura dipartita. In netto contrasto con il minimalismo imperante degli anni ’80, Dio di Illusioni è un ottimo romanzo Nero..persino profondo, un intricato Thriller ambientato in un College americano del New England, imbevuto di riferimenti alla cultura classica e di ricette di droghe in egual misura.. Dopo questo grande successo editoriale, scomparve dalla scena per circa dieci anni.. per poi ricomparire nel 2003 col suo secondo lavoro” Il Piccolo amico”, un thriller atipico che racconta la storia della dodicenne Harriet Cleve Dufresnes, che in una strana estate, cerca di scoprire chi ha ucciso il suo fratellino di nove anni quando lei aveva solo sei mesi.. Il tutto circondato da un pizzico di mistero e di soprannaturale..con ricordi ancestrali legati alla sua infanzia dove l'horror (a cominciare dall'epilessia e dalla morte apparente) profuma di Poe e le vecchie ville patrizie sanno di Edith Wharton se non proprio di Henry James,..insomma più di una incursione nel “Fantastico”.. Oggi Donna Tartt ha 47anni essendo nata il 23 dicembre del 1963 a Greenwood nello stato del Mississippi.

Articolo  di Giuseppe Mosca



Giuseppe Mosca Consiglia...




Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...






Info per l'acquisto
READ MORE - Alla scoperta di Donna Tartt - Articolo di Giuseppe Mosca

RECENSIONE DI "CHORUMO", di Jean Claude Izzo

martedì 28 settembre 2010


CHORUMO
di Jean Claude Izzo





Marsiglia, porto che nel tempo ha accolto milioni di persone che hanno trovato in lei: soccorso, discriminazione, fatica, lavoro nero e con il tempo integrazione, anche se spesso pagata a caro prezzo. Città francese coinvolta fino al collo nel problema dell'integrazione della gente delle sue ex-colonie soprattutto algerini, che hanno subito un trattamento duro e crudele, da parte di chi prima li ha usati per difendersi e poi li ha scaricati come una bambola rotta. Marsiglia è anche il Mediterraneo, grande bacino sul quale si affacciano culture diverse, che hanno difficoltà ad incontrarsi in un dialogo liberatorio. Tutto questo e' Izzo e soprattutto "Chourmo", opera che appartiene ad una trilogia, che vede Fabio Montale, ex poliziotto di evidenti origini italiane, vivere e lavorare nella sua adorata Marsiglia.
Fabio Montale, un poliziotto in pensione si trova improvvisamente a dover lavorare ad un caso che risveglia in lui tutti i ricordi di una vita: un giorno sua cugina, della quale lui e' sempre stato innamorato, lo cerca perche' suo figlio e' sparito di casa in seguito ad un litigio. Presto Montale scopre che il ragazzo si e' trovato per caso sulla scena di un delitto, di un intellettuale algerino, che non ha risparmiato neanche lui. Da qui inizia un'inchiesta in cui Montale ritorna alla sua vita di poliziotto, agli incontri con i colleghi conniventi con la mala, al problema dell'integrazione razziale, al fatto che gli integralisti cercano le loro prede tra i giovani convinti di non avere altro futuro, esattamente gli stessi giovani dove affonda le mani la malavita organizzata.
"Chourmo", ci spiega ad un certo punto Montale, significa in provenzale la ciurma, i rematori della galera. Il fun-club di un gruppo musicale di raggamuffin aveva ripreso questo termine per indicare i suoi componenti. Il chourmo raccoglieva fondi per seguire i concerti, per distribuire la musica a basso costo al di fuori del circuito ufficiale, ma soprattutto lo spirito chourmo voleva dire incontrarsi, a prescindere da quale quartiere provieni, quale religione professi, quali sono i tuoi reati, da quale sangue scorre nelle tue vene, l'importante è fare chourmo, sapere che malgrado le differenze siamo tutti nella stessa barca ed è remando insieme che ci si può salvare, un senso di fratellanza che è all'opposto di quella che si chiama guerra fra poveri.
Questo romanzo appartiene a quel genere che è stato definito noir mediterraneo e forse definizione non è mai stata più azzeccata in questo caso, perche' non c'e' pagina in cui Montale non ci riporti ad una riflessione sulla sua citta', affacciata su un mare dal quale tutto proviene, l'unico posto in cui lui trovi attimi di pace, circondato da una vita costellata da malinconia, amici persi per strada, amori finiti e un profondo senso di inadeguatezza al vivere.
Un romanzo che e' un continuo colpo allo stomaco, ma non per trovate sensazionalistiche, piuttosto per realta' che sentiamo vicine, basta fare un giro in macchina nella periferia delle nostre citta' e realizzare che anche noi dovremmo fare piu' chourmo per sentirci tutti meno soli.


Diego ha detto: Ti fa immergere come il primo libro, "Casino Totale"

"Ti fa immergere come il primo libro, "Casino Totale", nella vera Marsiglia con con i suoi vicoli, le sue incongruenze, i suoi profumi, i suoi problemi. 
"Chourmo", termine provenzale che dà il nome al libro e il cui significato esteso è qualcosa di simile a "farsi gli affari degli altri", fare proprie le loro gioie e anche le loro angosce. E in effetti qui il buon Fabio Montale, solo formalmente un ex poliziotto, si trova ad indagare su una vicenda che vede indirettamente coinvolta la sua amatissima cugina e che avrà un impatto sconvolgente sulle vite di tutti...
Comunque per adesso il migliore per me rimane "casino totale", per questo do 4 stellette su 5!"

Info per l'acquisto
READ MORE - RECENSIONE DI "CHORUMO", di Jean Claude Izzo

L'intervista incrociata Pierluigi Porazzi autore de " L'ombra del Falco " VS Gianluca Morozzi l'autore del nuovo libro " Cicatrici "

 Thriller è felice di presentarvi l'intervista incrociata
Pierluigi Porazzi
autore de 
L'ombra del Falco "
VS
Gianluca Morozzi 
l'autore del  nuovo libro 
" Cicatrici "

2a Parte


Cominciamo con un brano del libro "Cicatrici" di Gianluca Morozzi:
In una grande città del Nord Italia, un uomo insospettabile ha compiuto un efferato delitto davanti a centinaia di testimoni. Nemo Quegg, un grigio e tranquillo tipografo di periferia, ha ucciso una persona con un coltello da cucina, in mezzo a una folla di bambini e genitori che assistevano alla sfilata di un circo. Poi ha gettato il coltello e ha aspettato con calma l’arrivo della polizia. Alla psicologa che dovrà stilare la perizia sulla sanità mentale, Nemo Quegg racconta la sua agghiacciante storia: quella di una ragazza che compariva su un autobus notturno sempre alla stessa ora, di una nave in bottiglia, e di un famoso medico dagli occhi freddissimi.
Cosa c’entra in tutto questo un padre che, senza motivo, una notte stermina la propria famiglia nella sala da pranzo, vedendo sfuggire solo la figlia minore? Cosa c’entrano due bambini che calciano un pallone su un promontorio, sotto un cielo pieno di nuvole vorticanti e di stormi di uccelli? E cosa significa quel foglio coperto da scritte indecifrabili, date lontane nel tempo, frasi dei Beatles, e un nome di donna al centro di tutto?



Thriller
Ciao Gianluca, ho avuto finalmente il piacere di conoscerti, insieme a Pierluigi Porazzi, a Bologna, 
Allora la mia domanda di partenza è uguale a quella che ho posto a Pierluigi:
dove si sono conosciuti
 Gianluca Morozzi e  Pierluigi Porazzi ?
Lascio la parola ai due grandi scrittori Italiani!

Gianluca Morozzi
Da aspiranti scrittori adolescenti si fanno grandi sogni. Ci si vede a pubblicare i primi racconti su una prestigiosa rivista letteraria, a discuterne animatamente con anziani e famosi scrittori in fumosi caffè letterari, a ricevere premi e ammirazione generica...
Poi, invece, nel 1990-91, si esordisce su Starmagazine. Mensile a fumetti della Star Comics, con una pagina dedicata ai lavori dei lettori curata dal crudele e misterioso Mutante X, un uomo capace di interrompere carriere di disegnatori in erba e aspiranti scrittori con sferzanti, terrificanti stroncature. Solo due autori sfuggivano a questo inumano trattamento: io, e un certo Pierluigi Porazzi da Udine. Che ci alternavamo, con i nostri raccontini, sulle pagine di questa rubrica chiamata Intercom. Il mio primo racconto, In the air tonight, è apparso sul numero 6, seguito dai non indimenticabili Gospel per un assassino (doveva chiamarsi Hellbound, ma mi hanno cambiato il titolo), L'uomo che ha il potere e Danza con il diavolo.
A quel punto il sogno era cambiato: un giorno, il Mutante X avrebbe convocato me e Pierluigi Porazzi da Udine nella redazione della Star Comics, a Perugia. E ci avrebbe detto, ragazzi, intanto dirigete voi Starmagazine da oggi in poi, e dato che scrivete così bene e io ho un amico editore, eccovi due contratti per i vostri prossimi romanzi.
Non è andata esattamente così.
Quattordici anni dopo presentavo il mio quarto romanzo Accecati dalla luce a Udine, doppia presentazione, di pomeriggio alla Feltrinelli, di sera al Pabitele. La prima volta in cui, di Udine, vedevo qualcosa che non fosse lo stadio.
E alla fine della presentazione alla Feltrinelli mi si era avvicinato un ragazzo sorridente con il numero 6 di Starmagazine in mano...
Pierluigi Porazzi da Udine.

Pierluigi Porazzi
Morozzi e il cinema: “Blackout” ha avuto una trasposizione cinematografica, e forse accadrà anche per “Colui che gli dei vogliono distruggere”. Ipotizziamo che domani un produttore hollywoodiano ti contatti e ti proponga di scrivere un film (soggetto e sceneggiatura) senza limiti di budget e con anche la possibilità di scegliere il regista che lo dirigerà. Quale genere ti piacerebbe portare sul grande schermo, e con quale regista? 

Gianluca Morozzi
Una storia sullo stile de Il vangelo del coyote, con Cristopher Nolan!

Pierluigi Porazzi
Dalla lettura di molti tuoi romanzi si capisce che ti sei divertito parecchio a scriverli (secondo me quello che ti ha divertito di più è stato “Colui che gli dei vogliono distruggere”). Qual è stato il romanzo che invece ti è costato più fatica? 

Gianluca Morozzi
“Colui che gli dei” avrebbe potuto essere lungo quattromila pagine, per quant’era divertente da scrivere. Il più faticoso è stato Blackout, specialmente nella parte centrale, in cui dovevo amministrare una lenta crescita della tensione in uno spazio chiuso e ristretto... poi ho messo su il terzo album dei Black Heart Procession, il primo pezzo, che ha il ritmo di una barca che beccheggia sul mare placido nella notte, sotto la luna, e con quest’immagine e questo ritmo in testa sono andato avanti spedito fino ai fuochi d’artificio, le teste spaccate, le rivelazioni...

Pierluigi Porazzi
Leggendo “Luglio, agosto, settembre nero” e “Colui che gli dei vogliono distruggere” si evince che non esistono regole precise e fisse, inviolabili, nella scrittura: se uno scrive bene e sa come farlo, può scrivere in qualsiasi modo. Però, visto che sei anche docente di un corso di scrittura creativa, qual è il primo consiglio (oltre a quelli classici di leggere e scrivere molto) che ti sentiresti di dare a uno che aspiri a fare il tuo stesso mestiere? 

Gianluca Morozzi
Di non vergognarsi di copiare lo stile degli altri, all’inizio, mentre si lavora per forgiare il proprio. Di leggere molte cose diverse, cercando di assorbire il più possibile. Di scrivere tutti i giorni, quando possibile, come se fosse un esercizio costante. E di ignorare tutti gli articoli e le interviste di critici o scrittori affermati che contengono la frase “bisogna scrivere romanzi che raccontino l’Italia di oggi” o diktat del genere. Non bisogna scrivere proprio niente.

Pierluigi Porazzi
Siamo entrambi appassionati di fumetti, soprattutto americani. In questo periodo, negli Stati Uniti, parecchi disegnatori europei stanno facendo fortuna. Se un giorno ti chiamassero la Marvel o la Dc Comics per riscrivere la storia di un super-eroe a tua scelta, su quale ti piacerebbe cimentarti? 

Gianluca Morozzi
Per la Marvel, secondo me si potrebbero sfruttare le potenzialità inespresse del Cavaliere Nero, un po’ sulla falsariga dell’ultima serie di Iron Fist. O si potrebbe ricavare una bella serie con Kristoff, il vice-Destino. Anche se più di ogni altra cosa vorrei scrivere Hulk per riportarlo al periodo Peter David, dopo tanti scempi recenti.
Per la DC, non potendo far risorgere il grandissimo Hitman, porterei avanti la dinastia degli Starman.

Pierluigi Porazzi
Credo che tu ti sia conquistato il successo e ogni tuo singolo lettore con bravura e fatica, girando l’Italia per presentare i tuoi libri e lavorando sodo. Quando vedi esordienti che, grazie a investimenti milionari di certe case editrici vengono lanciati con campagne pubblicitarie martellanti su quotidiani e settimanali, cosa pensi? 

Gianluca Morozzi
Che non sanno che cosa si perdono! La gavetta è molto formativa.

Pierluigi Porazzi
Tra tutti i successi che hai raggiunto finora, qual è stata la soddisfazione più grande? 

Gianluca Morozzi
Che mia madre abbia smesso di chiedermi di riprendere gli studi e laurearmi in giurisprudenza.

Pierluigi Porazzi
In “Blackout” e ne “Il vangelo del coyote” hai creato magistralmente suspense e giocato con la paura. Che cosa spaventa Gianluca Morozzi, nella vita? Quali sono le tue paure? 

Gianluca Morozzi
Il Bologna in serie B. Trovarmi sul tetto di un palazzo altissimo senza parapetto. Diventare di colpo talmente deficiente da non riuscire più a scrivere.

Pierluigi Porazzi
Hai creato tanti personaggi che ritornano spesso nei tuoi romanzi (Kabra, l’Orrido, Lajos…). A quale sei più affezionato e quale è più autobiografico? 

Gianluca Morozzi
Lajos (ma in generale tutto il suo cast) mi regala un bel po’ di divertimento. Mi piace molto Angie, che non sapete chi è, perché è in un romanzo ancora in gestazione che si chiama Stanotte muoio. Mi piace Dorian D, di FactorY. E Leviatan, naturalmente, il più grande dei supereroi! Il più antipatico penso che sia Gabriele Bonfiglioli de L’abisso, forse perché è l’unico che ha un nome normale.

Pierluigi Porazzi
Forse da bambino sognavi di diventare uno scrittore famoso. La realtà è come te la immaginavi? 

Gianluca Morozzi
Anche meglio, per certi versi. Certo, il neverending tour che ho iniziato nel 2001 e che non finirà mai, come dire, non me lo aspettavo. Ma andare a presentare libri dal Trentino alla Sicilia è una delle parti più divertenti di questo lavoro...

Pierluigi Porazzi
Da ragazzo, c’è stato un romanzo che, dopo averlo letto, ti ha fatto dire: “io farò lo scrittore”? 

Gianluca Morozzi
Assolutamente sì: “La lunga marcia” di Stephen King, letto in un solo giorno in spiaggia, a Igea Marina, nella collana Urania. Peraltro quel romanzo era uscito a nome Richard Bachman, e siccome avevo letto altre cose di King che mi erano piaciute, quando mi chiedevano “chi è il tuo scrittore preferito” io rispondevo “sono due, Stephen King e Richard Bachman”. Dieci anni dopo ho scoperto che erano la stessa persona. 

THRILLER
Vi ringrazio  per queste belle interviste e spero di rincontrarvi presto!
Lascio il link dell'intervista precedente, per chi se la fosse persa:
http://librodelmese.blogspot.com/2010/09/thriller-e-felice-di-presentarvi-l.html
Nel porgere una buona serata a tutti, vi lascio i link per conoscere meglio  Gianluca Morozzi.


Gianluca Morozzi (Bologna, 11 marzo 1971) è uno scrittore e musicista italiano.


Biografia

Autore prolifico dallo stile asciutto e ironico.
Primo di tre fratelli, in seguito al diploma di liceo scientifico ha intrapreso gli studi di Giurisprudenza che, tuttavia, ha abbandonato.
Dopo gli esordi con la piccola casa editrice ravennate Fernandel, ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo Blackout, un thriller "claustrofobico" interamente ambientato all'interno di un ascensore.
Oltre ai romanzi già pubblicati, ha all'attivo numerosi racconti, inseriti in diverse antologie.
Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna FC e la musica. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Ha suonato nel cd "Deviazioni", tributo a Vasco Rossi pubblicato in allegato al Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi il brano "Brava".
Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal titolo L'era del Moroz. Tra la vita e la scrittura di Gianluca Morozzi, pubblicata dalla casa editrice Zikkurat.
a

Tutti i suoi libri:

Il suo nuovo libro "Cicatrici"

Il suo profilo Facebook:


READ MORE - L'intervista incrociata Pierluigi Porazzi autore de " L'ombra del Falco " VS Gianluca Morozzi l'autore del nuovo libro " Cicatrici "